Triskeles
Non ci verrà chiesto se saremo stati credenti ma credibili
Acqua Spa
Categories: Ambiente, Italia

acqua

Il Governo delle vergogne, ieri, ha posto la fiducia sul disegno di legge del Senato sulla “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee“. Il testo contiene l’attuazione di una serie di obblighi già giunti in scadenza per il ritardo o il non corretto recepimento della normativa comunitaria nell’ordinamento italiano. In poche parole, il legislatore italiano è troppo impegnato nella sua opera alchemica di creare immunità su misura e così, quando deve recepire delle indicazioni o delle norme che provengono dagli organi della comunità europea, lo fa male o troppo tardi. Questa norma è una toppa che fa risaltare ancor più lo strappo che si vuole nascondere. Siccome il testo in questione era una cosa abbastanza noiosa, hanno deciso di metter dentro anche qualche porcatina.

Quella che fa più discutere è la decisione di affidare ai privati la gestione della rete idrica che rimarrà di proprietà dei Comuni. Il ragionamento fatto dal nostro “ineccepibile” legislatore è il seguente: non abbiamo i soldi per riparare il colabrodo che chiamiamo rete idrica, affidiamo la gestione ai privati, loro hanno i soldi e potranno fare tutte le riparazioni necessarie, se poi aumenteranno le tariffe… pazienza!

Le associazioni dei consumatori e quelle degli ambientalisti sono subito andate in trincea sfoderando previsioni, predizioni e proiezioni su quelle che saranno qualità e tariffe del servizio. Cifre su cifre che al momento non hanno nulla di certo. Una cosa sola è sicura e ne avevo già scritto su queste pagine. L’esperimento condotto in Sicilia non ha portato ai risultati auspicati dal legislatore, anzi! Lì le tariffe vengono aumentate, la manutenzione della rete è una pratica in disuso e le poltrone servono per riciclare i rifiuti politici degli anni passati. Nessuno vigila sulla qualità del servizio offerto e sulla congruità delle tariffe.

Non male per un bene indispensabile quale l’acqua che, oggi più di ieri, possiamo chiamare “oro blu”. La dimostrazione pratica la ritroviamo in Borsa dove ieri, le azioni delle aziende già operanti nel settore, hanno goduto di rialzi da record.

Leave a Reply