
E’ tempo di tacere. Di rispettare, in silenzio, il desiderio di Eluana e della sua famiglia. E’ tempo, per un paese democratico quale dovrebbe essere il nostro, di dare attuazione a diverse sentenze che riconoscono la legittimità del diritto fatto valere dal signor Englaro.
E’ tempo di liberare Eluana dalla prigione del suo corpo che non è morto ma non è neppure vivo. Eluana vivrà nelle battaglie di chi vuol affermare la propria autodeterminazione, nel credo di quanti sostengono che la vita non può essere un dovere, soprattutto in quelle condizioni!
Buon viaggio Eluana.


Condivido in toto, nessuna istituzione deve entrare nella sfera privata di chi soffre.
Basta!!! Non si può speculare con chi non vive