Il 28 agosto del 1963, un nero, davanti a una folla enorme pronunciò un discorso che è entrato prepotentemente nella storia.
“I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character. I have a dream today!”
Oggi quel sogno è realtà. Sono trascorsi 45 anni ma l’America, oggi si è svegliata. Ha deciso che quel sogno andava vissuto. Barack Obama ha svegliato il gigante dormiente. Il 44° Presidente degli Stati Uniti, il primo di colore, ha saputo incarnare la fiducia e le speranze del popolo americano. Resta da verificare quali possano essere le conseguenze mondiali. Una cosa è certa, lo ha affermato lui durante il discorso più importante della sua vita, “in America nulla è impossibile”.
Abbiamo ricevuto una grande lezione di democrazia. I volontari che hanno dato anima e corpo, per l’uno e l’altro, le file interminabili davanti ai seggi, McCain che riconosce la vittoria con parole memorabili: “Obama sarà il mio Presidente”. Gli Stati Uniti sono ancora quella terra promessa cui, con grandi speranze, guardavano i nostri migranti. La terra delle opportunità. Un esempio per tutte le democrazie, come la nostra, che nel XXI secolo, temono il cambiamento. Change can happen e questa notte meravigliosa ce lo ha dimostrato.


