Dopo l’ennesima tragedia sul lavoro è necessario chiedersi se sia questo il “lavoro” sul quale è fondata la nostra Repubblica democratica, secondo il dettato del primo articolo della Carta Costituzionale.
Dopo tutte le tragedie dei tempi recenti ci si è dilettati nel tentativo di smuovere le acque con l’unico risultato di averle intorbidite ancora di più.
I datori di lavoro, i sindacati, la politica, sono davvero vicini ai lavoratori? Come è mai possibile che continiuamo a leggere pagine tristi come quelle di Mineo (CT) dopo tanti proclami?
Urge una risposta! Noi, nel nostro piccolo, ci sentiamo vicini alle famiglie delle vittime nel loro dolore ma uniti anche con i lavoratori che ogni giorno, INGIUSTIFICATAMENTE e INCONCEPIBILMENTE, rischiano la propria pelle!
Nel silenzio tombale dei media, invece, si è consumato oggi, ad Agrigento, l’ultimo atto di una sciagura ignorata da tutti. L’imam della città dei Templi ha celebrato i funerali di undici immigrati, vittime di un naufragio, che la pietà del mare ha restituito affinchè avessero una ultima dimora umana.
Disumana e impietosa è stata, invece, la caparbietà di giornali e televisioni nell’ignorare i fatti di cui si parla. Ma si sa che le vittime, anche se extracomunitarie, non piacciono tanto quanto i carnefici. Doppio Requiem, per le vittime del mare e per la LIBERA informazione!

