Il Partito Democratico è affar loro.
Diciamolo chiaramente! Già l’affare delle candidature nazionali e regionali era stato deciso dalla solita oligarchia. Anche la Sen. Finocchiaro lo ha ammesso, attribuendo a questo fatto la responsabilità di una pesante sconfitta di cui molti sono complici.
La nomenklatura esiste, resiste e getta nel caos il neonato partito.
La nomenklatura esiste, resiste e getta nel caos il neonato partito.
Ultimo capolavoro di questi artisti di palazzo è il caso delle primarie per le elezioni provinciali di Agrigento che si terranno il prossimo giugno.
I soliti noti, coadiuvati dal (o manovrando il) segretario provinciale, sorpassano il coordinamento provinciale e indicono le primarie ignorando le regole dello statuto del partito. Non solo! Presentano infatti il loro candidato e anche questa operazione viene condotta nel totale disprezzo delle regole. Il risultato logico è l’annullamento dell’appuntamento delle primarie.
Ci risiamo, vien da dire. I pupi e i pupari di questa vicenda hanno dei nomi e dei cognomi che sono sui mezzi di informazione. Il segretario regionale, il segretario nazionale vorranno interessarsi della vicenda?
A questo punto traggo le mie conclusioni. O il Partito Democratico è la solita accozzaglia di pseudpolitici riciclati e trasformisti, e dunque io non mi sento di far parte di una lobby che premia amici e figli di…, oppure il Partito Democratico è democratico davvero e deve porre fine a questa balorda lottizzazione e, allora si, potrò sentirmi rappresentato.
Si può fare (di più)!

